Il progetto

Le Cene Galeotte nascono nel 2005 da un’idea della direttrice della Casa di Reclusione di Volterra MARIA GRAZIA GIAMPICCOLO: l’iniziativa, primo esempio del genere a livello nazionale, offre ai circa trenta detenuti coinvolti un percorso professionalizzante in ambito ristorativo per favorire il reinserimento una volta terminata la pena o nei casi regolati dall’art. 21 in tema di semilibertà.

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Il progetto è stato subito sposato da UNICOOP FIRENZE, che oltre a fornire le materie prime necessarie alle cene assume e retribuisce i detenuti per le ore lavorate.  L’intero ricavato di ogni Cena Galeotta, con costo fisso di 35 euro a partecipante (circa 130 a serata, con prenotazione obbligatoria), viene di volta in volta destinato ad un progetto solidale seguito dalla FONDAZIONE IL CUORE SI SCIOGLIE ONLUS in collaborazione con il mondo del volontariato laico e cattolico.

Fondamentale il supporto del mondo ristorativo, con tantissimi chef che da tutta Italia – coinvolti dal giornalista LEONARDO ROMANELLI – condividono questa esperienza unica prestando passione e professionalità a titolo gratuito. Ad accompagnare i menu i vini offerti da grandi cantine del panorama nazionale con la regia della FISAR – DELEGAZIONE STORICA DI VOLTERRA, che realizza anche corsi da sommelier fra le mura della Fortezza.


LA CASA DI RECLUSIONE DI VOLTERRA
Fortezza Medicea

Luogo di grande fascino storico e suggestione, dall’alto della collina su cui sorge la grande Fortezza Medicea che ospita la Casa di Reclusione domina Volterra: la sua mole imponente è visibile da molti chilometri di distanza, caratterizzando in maniera inconfondibile il profilo della città.

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Il complesso, situato laddove sorgeva l’antica acropoli, costituisce uno degli esempi più felici dell’architettura militare rinascimentale. La Fortezza è composta da due corpi, la Rocca Vecchia e la Rocca Nuova, uniti tra loro da lunghe cortine a beccatelli. La Rocca Vecchia fu fatta costruire nel 1342 dal duca d’Atene Gualtieri di Brenne, all’epoca governatore di Firenze. Fatta restaurare da Lorenzo il Magnifico, presenta una pianta trapezoidale con al centro una torre semiellittica, detta la Femmina.

La Rocca Nuova, voluta sempre da Lorenzo tra il 1472 e il 1475, presenta invece una pianta quadrata con quattro torrioni circolari agli angoli e uno centrale detto il Maschio. Edificata ad uso militare fu, fin dall’inizio, utilizzata come carcere politico; nelle sue celle passarono sia gli oppositori dei Medici, sia i patrioti del nostro Risorgimento Nazionale.

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